Progetto tesi

Tutte le teorie di comunicazione, a partire da quella base di Shannon e Weaver parlano di un messaggio trasmesso attraverso un mezzo.

In tutte queste teorie il messaggio è disturbato da un rumore.

L’obiettivo della mia tesi è dimostrare (o meglio dichiarare) che

il rumore è il messaggio

Affermazione piuttosto provocatoria che come per l’affermazione di MacLuhan (il medium è il messaggio) non è del tutto totalitaria come appare ma piuttosto significa il rumore è un messaggio.

Dando per scontato la lezione di MacLuhan (e già qui c’è chi ha da ridire) possiamo dire che si, il medium è il messaggio, ma ogni medium è caratterizzato da un tipo di rumore: il mezzo che trasmette il messaggio è caratterizzato da un rumore peculiare.

Spingendomi un po’ oltre sfidando i più estremi sillogismi aristotelici dichiaro senza mezzi termini:

  • - il medium è il messaggio
  • - il medium è il rumore <--(questo forse è da spiegare meglio)
  • - il rumore è il messaggio

Partendo da questa dichiarazione di guerra nei confronti di un purismo del messaggio, provo a dimostrare come in effetti il rumore sia stato uno degli oggetti principali della ricerca artistica dal dadaismo in poi.

La ricerca artistica dell’astrattismo e dell’arte concreta è incentrata sugli strumenti e gli effetti che portano sulla comunicazione in maniera del tutto avulsa dal messaggio, quindi, per quanto mi riguarda, sui rumori della comunicazione.

Osando ancora di più (e qui allego appunti sparsi) si può dichiarare che ogni messaggio è composto da una stratificazione di rumori:

  • rumori provocati dal mezzo di trasmissione che ne influenzano la comprensione
  • rumori culturali che influenzano la capacità di trasmettente e ricevente di codificare e decodificare
  • rumori ambientali dovuti non solo al mezzo ma anche al contesto in cui si svolge la comunicazione,
  • rumori inferenti causati da altre trasmissioni contemporanee

Una caratteristica del rumore è quella di essere ricevuto sempre in maniera continua e simultanea, dando la possibilità di sintonizzarsi su i diversi rumori a seconda delle scelte.

In ogni caso non esiste un messaggio senza rumore, quello che mi chiedo io è se esiste un rumore che non sia un messaggio.

In termini pratici la tesi, invece di essere uno sproloquio di teorie strampalate e campate in aria come queste (nelle quali tuttavia io credo fortemente) dovrebbe diventare un percorso attraverso sistemi ed esempi di comunicazione che fanno del rumore il loro punto di forza, ovviamente con qualche cenno teorico (giusto per darsi l’aria del tesista ricercatore) di tanto in tanto a spiegare il legame tra i vari casi in esame.

15 Responses to “Progetto tesi”

  1. Mr WordPress Says:

    Hi, this is a comment.
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  2. stefano caprioli Says:

    Ciao Pietro,
    speravo di aggiudicarmi il primo commento ma ho visto che ci ha pensato prima wordpress. L’argomento che hai scelto mi sembra molto interessante e la modalità con cui hai deciso di trattarlo (blog) azzeccatissima.

    Credo che i termini “rumore” e “messaggio” facciano riferimento a due ambiti completamente diversi. Il rumore appartiene al mondo dei segnali, quei dati in ingresso che stimolano gli organi dei sensi; il messaggio appartiene al mondo dei significati, è ciò che dello stimolo viene capito. Un po’ come quando fissi un pavimento marmorizzato o una corteccia e ti appare la faccia di qualcuno (molto spesso è Gesù o la Madonna). Quindi forse tutto è rumore e da questa grande fonte indistinta noi riconosciamo dei messaggi, che certo saranno stati prodotti da qualcuno (o forse no, come nei fraintendimenti), ma che poi si sono confusi nel marasma generale del caos comunicativo.

    So che l’hai già letto, ma vatti a rivedere “Design e comunicazione visiva” di Bruno Munari quando parla delle textures.

    PS: ma perché quando è per la tesi di un altro non ho problemi a scrivere?! Fossi così prolifico io quando devo scrivere la mia… !! Comunque buona fortuna Pietro ;)

  3. pietro.corraini Says:

    Assolatumente vero… tutto è rumore.
    La differenza sta in quello che noi riusciamo a riconoscere come (per dirla alla shannon&weaver) segnale.

    Lo stesso Munari diceva che il disordine è ordine che non riusciamo a capire…

    Il tutto è ancora un po’ sconclusionato e grazie anche ai commenti sul blog cercherò di fare chiarezza.

    Il tuo vale comunque come primo post!

  4. Ciucca Says:

    …ma il perché di “massage” invece di “message” ce lo riveli alla fine? In trepidante attesa…

  5. Ing. Fabio Bozzoli Says:

    Nel campo dell’acustica, per studiare il comportamento di un teatro, si generano opportuni segnali per vedere come “risponde” il sistema.

    Tradizionalmente i segnali utilizzati sono:
    - rumore rosa;
    - rumore bianco;
    - impulso ( ovvero sparo di pistola …. che musicale proprio non è);
    - MLS (Maximum Lenght Sequence) … ovvero segnale pseudocasuale … quindi rumore bianco;
    - SWEEP ovvero una “pernacchia” a frequenza variabile … che assimilerei a rumore.

    Sostanzialmente si usa del rumore come segnale ….
    il rumore cessa di essere segnale quando noi riusciamo a dominarlo (generarlo) e capirne il senso (comportamento).

    In bocca al lupo per la tesi

    Fabio

  6. stefano caprioli Says:

    Una curiosità: quando nel cinema ci si appresta a girare una scena, i tecnici dell’audio registrano qualche minuto di “silenzio”. In realtà si tratta del rumore prodotto dall’ambiente e in assenza di dialogo aiuta a rendere più “vero” il prodotto audiovisivo.

  7. chiara araldi Says:

    caro corraini
    questa mi sembra proprio una bella idea. la tesi via blog, il rumore della comunicazione. mi piace. e mi piacerebbe aiutarti in modo costruttivo, anche se temo non riuscirò visto che solo per capire di cosa stavi parlando ho dovuto rileggere tutto due volte. questo anche perchè il rumore è la comunicazione prima che sia percepita, chiarita, nel cervello dico. ma a volte è comunicazione stessa, i neanderthal comunicavano con un linguaggio non articolato, una serie di suoni o rumori che per loro però avevano un significato. nel senso che con i suoni comunicavano le sensazioni e allora si capivano. quindi. rumore senza comunicazione. ma la risposta la sai già? qualcuno la sa?
    e tu sai che con sta cosa mi allarghi la mia cultura?
    di questo ti ringrazio.

    inboccati al lupo.

    chiara

  8. Ing. Fabio Bozzoli Says:

    (c’è stato un rumore di battitura nel mio messaggio precedente)

    …il rumore cessa di essere TALE DIVENTANDO segnale quando noi riusciamo a dominarlo (generarlo) e capirne il senso (comportamento).

  9. pietro.corraini Says:

    un rumore froidiano!

  10. pietro.corraini Says:

    Per i curiosi
    the noise is the mAssage…
    mistero svelato tra le righe di questo articolo verrà motivato più tardi, non mancate alla presentazione di tesi.

  11. ilaria Says:

    Dunque, per primo fu Caos, poi Gaia dall’ampio petto […]
    Esiodo, la Teogonia

    Era stato detto da qualcuno che Caos potesse essere identificato con rumore. Purtroppo, però, da alcune indagini condotte, anche se non del tutto in modo esaustivo, non sembra possibile identificare i due termini. Caos infatti sembra significare “abisso sbadigliante” e non può comunque essere la personificazione di un dio ma piuttosto del nulla. Se dovessi trovare qualcos’altro farò sapere….in tanto in bocca al lupo e mi raccomando costanza perchè da questo lavoro dipendeà anche la mia tesi.

  12. stefano caprioli Says:

    Secondo la teoria del caos per caos si intende ordine iperstrutturato.

    Questa seconda nozione, sembra dunque più vicina a quella di rumore.

  13. stefano caprioli Says:

    Help: come si fa ad inserire un link funzionante da commento? Io ho provato ma non funziona.

  14. tomate Says:

    vorrei puntualizzare sul rapporto tra caos e rumore, in maniera breve(??) e spero comprensibile:

    dal punto di vista acustico, un SUONO è una combinazione di onde sonore elementari (ognuna delle quali portatrice di un proprio suono con una certa frequanza fissata), che delle onde elementari mantiene la loro principale caratteristica: il fatto di essere PERIODICA. lontano dallo smorzamento naturale o artificiale che vien fatto del suono, infatti, “localmente” l’onda sonora vibra con una frequenza determinata e fissa che è la frequenza comune a tutte le onde elementari che la compongono. vien da se che le onde elementari devono quindi esser presenti in maniera che esista una frequenza che sia un “minimo comune denominatore”, insomma tutte multiple l’una delle altre. a partire da quella che ha frequenza minore le altre vengono chiamate ARMONICHE. l’INTENSITA’ di ogni singola armonica determina il TIMBRO del suono.

    un rumore sussiste quando non c’è una tale regolarità nella composizione in onde elementari; il rumore genericamente è aperiodico, anche se lo potremmo percepire come una cosa costante: in verità questo è determinato dalla nostra incapacità a distinguerne le fattezze interne.

    la composizione interna del rumore quindi ha un grado di entropia (disordine) maggiore rispetto a quella del suono. il caos può essere un’estremizzazione di questo fatto. ecco in che senso il caos e il rumore sono fisicamente legati. questo si applica anche a tutte le onde in generale.

    un dettaglio folkloristico, la tecnica matematica di analisi armonica delle onde si chiama ANALISI DI FOURIER che è l’autentico spauracchio di ogni ingegnere, e che permette di identificare un insieme di punti che rappresenta l’onda (l’insieme delle frequenze) e che sarà anche visivamente tanto più ordinato quanto più l’onda è un suono e tanto più irregolare quanto più l’onda sarà un rumore. questo insieme viene detto SPETTRO. inoltre come ben sapete quantisticamente la materia stessa ha una natura duale ondulatoria (una sorta di ONDA di MATERIA). sono stati individuati dei sistemi (elettroni in quasi-cristalli impuri) in cui il moto altamente irregolare ha uno spettro FRATTALE (figo no?).

    tendo a essere un po’ prolisso, ma va beh poi ve le risparmio al doolin queste seghe.

  15. tomate Says:

    ah mi sono dimenticato di segnalarvi la cosa più importante:

    dall’analisi (ovviamente anche l’analisi di FOURIER di cui sopra) della mappatura WMAP del fondo cosmico di radiazione (RUMORE COSMICO composto di microonde) e dalle sue piccole inomogeneità sono stati derivati molti dei più importanti risultati della cosmologia attuale, tra cui il fatto che l’universo è circa piatto e che dopo il big bang la materia ha viaggiato più velocemente della luce, nel periodo “inflazionario”. dal rumore tanta informazione!

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