Codifica e decodifica 1: rumori interni
Ogni messaggio richiede alcune fase di codifica e decodifica, una per ciascun mezzo che deve attraversare la trasmissione, sia esso digitale o analogico.
L’intenzione comunicativa viene trasformata in segnale e trasmessa con dei medium che possono essere mezzi primordiali, come la parola, il gesto o medium tecnologici come fax, computer, stampa a caratteri tipografici, televisione, telegrafo, litografia, fotocopie e quant’altro.
Durante una comunicazione un messaggio può dover passare per diversi mezzi e dover passare per più fasi di codifica e decodifica.
Una semplice foto per essere pubblicata su internet deve seguire il seguente processo (semplificato):

Utilizziamo questo come processo di base per la trasmissione e aggiungiamo diversi passaggi attraverso altri mezzi.

I rumori dovuti alla trasmissione della foto rimangono invariati e si notano le variazioni dovute al passaggio differente nei vari processi.

Fotografia inviata per Fax

Fotografia fotocopiata

Fotografia trasmessa attraverso un televisore



Particolari delle foto riprodote a confronto: ognuna rivela un metodo di codifica/decodifica differente proprio del mezzo attraverso cui è stata riprodotta.
Nella prima si vedono i punti neri del fax
nella seconda i confini netti della fotocopiatrice
nella terza i pixel luminosi della televisione
I rumori dipendenti dalla codifica/decodifica di un mezzo, dovuti cioè alle possibilità e alle capacità peculiari di un mezzo sono rumori interni.
I rumori interni sono rumori che dipendono dal mezzo e che sono indipendenti dalle interferenze che avvengono durante la comunicazione e sono sempre presenti quando c’è comunicazione.
La capacità di un mezzo di codificare e decodificare un messaggio causa rumori dovuti alla differenza tra il messaggio da codificare e le capacità di un medium di farlo.

February 18th, 2006 at 5:25 pm
[…] Rumore interno […]
February 19th, 2006 at 10:10 am
Ma tu che ne sai sicuramente qualcosa più di me: come è stato affrontato il tema del rumore nell’arte?
February 20th, 2006 at 11:13 am
mi pare esista un pezzo di karlheinz stockhausen per quartetto d’archi e quattro elicotteri, il senso degli elicotteri sarebbe quello di creare un rumore esterno. certo che in questo caso se lo va’ a cercare, non è esattamente come il rumore esterno intrinseco al supportio grafico o logistico dell’opera d’arte stesso, come i rumori di sala che john cage ha voluto mettere in musica in 4′33′’, il pezzo erroneamente definito “silenziooso”, o le ombre del visitatore che rauschenberg ha proiettato sulla sua tela erroneamente definita “bianca”
February 20th, 2006 at 12:57 pm
scusate ho fatto un po’ di confusione tra interno, esterno ed intrinseco.
cmq gli esempi di cage e rauschenberg sono interessanti anche se diversi dal principio ispiratore di questo post, perche’ e’ nel processo di decodifica dell’opera da parte dell’usufruitore che si viene a creare il rumore che poi di fatto costituisce l’opera d’arte, e non e’ un rumore causato dal supporto, che anzi e’ lasciato volutamente “silenzioso” o “bianco”.
conoscendo l’amore di pietro per il dada, gli ricordo che questi due autori si rifacevano direttamente all’esperenza dadista, in particolare john cage con il suo amore per la musica minimale di satie.
February 20th, 2006 at 2:51 pm
Ragazzi, è proprio il caso di dirlo:
“Il dada è tratto”…
PS: viva i dadisti :)