Rumori esterni 2

John Cage, 4′33

Un brano silenzioso della durata di quattro minuti e trentatre secondi in cui i protagonisti sono i rumori dell’ambiente: il pubblico che tossisce, l’eco del teatro in cui viene eseguito il pezzo, il brusio della gente stupita ed infine il rumore della gente che si alza e se ne va indignata dale strane idee di Cage

I rumori esterni sono i rumori dovuti alla presenza di più trasmissioni contemporanee.

La sovrapposizione di altre comunicazioni aggiunge rumore alla comunicazione principale spesso trasmettendo un ambiente.

Il rumore esterno è indice del contesto in cui si svolge la comunicazione.

Si potrebbe dire di essere ad un concerto se non si sentissero colpi di tosse imbarazzati tra il pubblico? O di ascoltare una messa senza un forte rimbombo causato dalle volte di una chiesa?

Ovviamente no.

Segnali in città

Segnale Stradale

Il signore nella foto si trova schiacciato dalle esigenze comunicative di qualche irrequieto cittadino di una città inquinata ed ingrigente, ha già combattuto in passato con diversi tentativi di rubargli il posto, ma resiste.
E resiste mettendo in guardia gli astanti nei confronti di un’area, si pedonale, ma in una metropoli dove il rispetto dei divieti è spesso disatteso.

La percezione delle trasmissioni che avvengono o che sono avvenute nello stesso ambiente aiutano a decifrare il messaggio.

Mimmo Rotella

Mimmo Rotella, Pazzo per le donne, 2004

I decollage di Mimmo Rotella utilizzano come mezzo artistico la caratteristica sovrapposizione di manifesti negli spazi dedicati alle affissioni.

4 Responses to “Rumori esterni 2”

  1. stefano caprioli Says:

    Nella registrazione di Cage non si sente nulla, neanche i rumori di tosse. Come mai?

  2. pietro.corraini Says:

    Ovviamente il pezzo è silenzioso. La descrizione si riferisce ad una esecuzione teatrale… Nel momento in cui tu ascolti da casa l’ambiente non è quello di una esibizione dal vivo. E i rumori sono quelli che produci tu, se sei da solo, o chi ti sta attorno: tastiera del computer, casa vuota, aspirapolvere, vicini di casa a quant’altro… E alla fine la tastiera che scrive:

    Nella registrazione di Cage non si sente nulla, neanche i rumori di tosse. Come mai?

  3. stefano caprioli Says:

    A proposito di aspirapolvere… vorrei raccontare a tutti questo aneddoto personale.

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    Quando ero piccolo e andavo alle elementari, i compiti li facevo solo al sabato mattina; ma il sabato mattina era anche il giorno delle pulizie di casa cosicché studiavo sempre col rumore di mia mamma che passava l’aspirapolvere. Non ci crederete, e anch’io per certi versi non riesco a spiegarmelo, ma ancora oggi che sto per finire l’università quel rumore mi aiuta un sacco a concentrarmi !!
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    Forse sono scemo, o forse no? Eppure mi sembra che il rumore abbia uno straordinario potere (ri)evocativo. C’è chi dice che il rumore dell’acqua nelle orecchie quando siamo immersi nella vasca da bagno ci riporta inconsapevolmente ad una condizione fetale e per questo proviamo sensazioni che ci rilassano molto e ci sentiamo protetti (poi magari c’è giusto lì qualcuno pronto ad accoltellarci o a folgorarci con un asciuga capelli, ma questo fortunatamente succede solo nei film!)

    Ritornando agli elettrodomestici, ricordi quando il professor Marchetta in università ci dimostrò come i ronzii di ogni apparecchio sono regolati su una nota stabilita per legge?

    Passando invece ai film, credo invece che il senso di horror derivi in particolare dal sapiente uso che si fa proprio dei rumori. Tutti penso abbiano poi presente la tensione che provoca la scena di Uma Thurman sepolta dentro una cassa da morto in Kill Bill 2: lì per almeno tre minuti non si vede nulla, ma si sente molto, e lo spettatore che è al cinema è proprio lì al buio come (e con) la protagonista!

    Però, bello rumoroso questo post ;)

  4. tomate Says:

    per proseguire con i paralleli musicali, sulla scia dei decollage di rotella segnalo alcuni procedimenti propri delle sinfonie di mahler e sopratetutto alcuni pezzi sinfonici di charles ives in cui si sovrappongono a tratti i temi della sinfonia con interventi esterni, bande di paese, campane di vacche al pascolo, musiche di sottofondo. non si tratta di eclettismo, perchè l’opera non è l’unione dei temi popolari della banda, ma si trattra di veri e proprio rumore esterno.

    non vi è mai capitato di addormentarvi comodamente spaparanzati su un divano ascoltando un cd e di risvegliarvi quando il cd si ferma, cioè quando finalmente è cessato il rumore di fondo ed è tornato il silenzio?

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