Rumori interni 3

Bruno Munari, Nella notte buia.
La notte nel libro di Munari viene rappresentata attraverso un foglio nero. Il foglio è opaco e riproduce alla perfezione la sensazione del denso buio della notte.
Il rumore interno di ogni medium può essere utilizzato per comunicare altro.
Bruno Munari, Alberi, 1993.
In questi dipinti Munari rappresenta delgi alberi utilizzando la forma stessa della parola albero (in giapponese).
Alberi differenti vengono rappresentati attraverso strumenti differenti.


February 24th, 2006 at 10:04 pm
recentemente ho sonorizzato un film dal vivo in duo con un musicista elettronico. in una sequenza molto evocativa, un ricordo del passato, lui ha utilizzato il rumore di fondo della cinepresa 8mm. gli ho chiesto dove avesse procurato quel suono, presto detto: era il rumore dei raggi della ruota della sua bicicletta, registrati con un microfono sufficientemente scarso.
tipico della rumoristica per il cinema, evocare rumori con oggetti molto lontani dall’originale, mi viene in mente la carta delle uova di pasqua per il crepitio del fuoco, e per altri esempi dovresti chiedere al mostro di scandicci…
February 26th, 2006 at 9:58 pm
Sapresti trovare il modo di misurare il rumore nella comunicazione e di progettare rumori con un’intensità voluta?
February 27th, 2006 at 4:56 pm
a chi è rivolta la domanda?
dal punto di vista scientifico l’argomento è ampiamente studiato, ed è importantissimo (teoria dell’informazione). è anche piuttosto complesso. solitamente si fa l’identificazione informazione = anentropia, intendendo intuitivamente che quanta più informazione un sistema porta, tanto meno il sistema è disordinato (entropico). equivalentemente, se voglio SOTTRARRE entropia ad un sistema, allora devo fornirgli delle strutture ordinate le quali debbono essere costruite con un apporto di INFORMAZIONE dall’esterno. per cui in questo senso il RUMORE è un elemento di disordine, e quindi la sua misura è l’ENTROPIA = def. = il logaritmo del grado di probabilità che quella data configurazione ha di essere avvenuta casualmente.
Questo può essere d’aiuto per delle suggestioni artistiche: rumore -> disordine (v.primo intervento sullo spettro del rumore acustico) -> forte casualità -> misura della probabilità di questa casualità.
Per esempio se consideriamo l’Universo, inizialmente esso era una sfera incandescente in cui le particelle erano tutte alla stessa temperatura. C’era un gran casino, tutto mescolato insieme senza forma ne’ interesse (tranne per chi studia early universe cosmology), e bastava un solo parametro per descrivere tutto: la temperatura appunto.
Oggi l’Universo è pieno di strutture, ammassi, galassie, stelle, pianeti, geosfera, animali, verdura, marmocchi e esseri pensanti, bombe nucleari e tabelloni luminosi. C’è molta più stuttura e per descrivere questo universo servono molti più parametri (non basta una sola temperatura per descrivere neanche lo stato febbrile del nostro corpo!). Queste struture sono l’INFORMAZIONE. In sfondo c’è un RUMORE di fondo cosmico, un residuo della deflagrazione iniziale che ha un solo parametro per essere descritto, la temperatura (di 2,7 K). Quindi l’entropia del cosmo diminuisce nel tempo.
February 27th, 2006 at 5:31 pm
insomma un premio a chi riesce a misurare il rumore di una comunicazione valutando la probabilità che questa comunicazione ha di verificarsi casualmente!
quello che ho detto prima va bene, se volete rovinarvi la vita leggete quanto segue.
un’altro modo di trattare l’argomento è quello della logica binaria, delle sequenza di 1 e 0 per il calcolatore. ma qui le cose si complicano un tantino, e fanno intravedere una inconsistenza della definizione data sopra dovuta all’ambivalenza dei termini ordine, disordine, strutture, informazione. infatti una struttura come questa
1111111111111111
è molto ordinata (bassa entropia); ma porta anche molta poca informazione (basta dire al calcolatore: scrivi 16 volte 1). d’altra parte questa sequenza:
1oo1o11o11o1oo1o11
sembrerebbe più disordinata (alta entropia), e necessita di molta più informazione per essere costuita. in questo caso è proprio il contrario di prima! d’altra parte una sequenza così
oooooo111111ooooooo
anche se è meno ordinata della prima e più della seconda, ha più struttura sia della prima che della seconda. diciamo che se la prima è un campo di fiori piatto, la seconda è un labirinto tentacolare di piante selvatiche e la terza è una bella quercia secolare in mezzo ad un campo in primavera.
e d’altra parte è più ordinata una goccia molle di budino sul tavolo o una calca di italiani allo sportello delle poste?
e infine la stoccata finale. uno spazio vuoto è ordinato o disordinato? un poltromane fanatico di zapping e privo di interessi, che non muove un dito e non consuma energie produce molta meno entropia di un fondista 50 Km, eppure questo ha creato strutture, un fisico invidiabile e in salute, una tecnica, un’impresa. il clima terrestre, con tutti i suoi equilibri e non equilibri, consuma tantissima energia, la riceve dal sole e la scarica a terra, e produce una varietà di strutture incredibile, le nuvole, la pioggia, oltre a tantissia entropia. allora le strutture ordinate hanno bisogno di consumare tanta energia e produrre tanta entropia per mantenersi.
quindi in un certo senso un’informazione per mantenersi tale ed essere forte e creare strutture deve produrre tanto rumore, da scaricare il più possibile all’esterno del sistema stesso per non inquinarlo.
che trip.
lettura consigliata, Rudolf Arnheim, Entropia e Arte, Ed. Einaudi, un’ottantina di pagine di una certa difficoltà, ma molto molto belle
February 27th, 2006 at 8:16 pm
vado a prenderlo subito…
February 27th, 2006 at 8:31 pm
se non lo trovi te lo presto io