Usare i rumori: Immagine non coordinata

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Marchio democratico della Repubblica Italiana.

L’italia è una repubblica democratica. Il marchio della Repubblica Italiana deve rappresentare tutti gli italiani, uno per volta.

Siamo abituati a vedere marchi e loghi immutabili e sempre uguali.

L’immagine non coordinata scardina le regole che hanno portato a questa statica e noiosa situazione con tre principi fondamentali e un corollario.

  1. Il marchio è il processo.
  2. I processi coinvolti nell’immagine non coordinata possono essere classificati sulla base di tre componenti: delegare, campionare, indurre in errore.
  3. Nel progetto dell’immagine non coordinata, il grado di coordinazione dipende dal controllo che il progettista ha sul processo.
  • Corollario al 3° principio: L’immagine coordinata altro non è che un sottoinsieme dell’immagine non coordinata.


Postulati questi principi ci si pone nella progettazione di un sistema di identità in maniera diversa.
Si progetta il processo che porta ad un risultato formale, la forma è una conseguenza del processo.

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La forma del marchio è indice del processo.

Tanto più un processo prevede componenti di non coordinazione tanto più le forme saranno differenti.

L’immagine sarà sempre differente ma riconoscibile come prodotta da un unico mittente.

Attraverso il rumore di una forma sempre differente si comunica la dinamicità, la varietà e la realisticità di questo mittente.

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Marchio per un consorzio di baite.

  • Intenzione: Tracciare su un foglio quanti punti si vuole, nella maniera che si ritiene più opportuna.
  • Materie prime: tempera nera su qualsiasi foglio di carta o altro tipo di supporto a seconda dei casi e delle esigenze.
  • Strumenti: Pennello a punta tonda.
  • Persone: Un grafico o un qualsiasi pastore della rete.

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Delegare, campionare e indurre in errore significa giocare con rumori interni ed esterni, sfruttando variabili che, come in natura, sono sempre differenti.

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Foglie di platano.

Nonostante siano differenti tra loro l’occhio umano è in grado di distinguere una folglia di platano da una foglia di una differente pianta.

Il messaggio arriva al cervello carico di rumori.
Le foglie non sono uguali, eppure siamo in grado di astrarre la Forma costruttiva comune.
Il cervello mette da parte i rumori e riesce a vedere le foglie come uguali.
La presenza del rumore ci fa percepire comunque che le foglie sono naturali e non artificiali.

Nella trasmissione viaggiano quindi più messaggi:

  • Foglia di platano
  • Foglia Naturale

I due messaggi sono presenti nella medesima trasmissione, il primo è legato alla Forma astratta della foglia, pulita di ogni rumore, il secondo è legato al rumore della forma. Il rumore è il messaggio.
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Schema di una foglia di platano.

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