Installazioni: Rumori esterni
Monday, April 3rd, 2006
Su una strada pedonale viene posizionato una grande parete bianca di fronte ad una serie di proiettori luminosi.
I passanti vedono proiettata nettamente sulla parete la propria ombra.

Su una strada pedonale viene posizionato una grande parete bianca di fronte ad una serie di proiettori luminosi.
I passanti vedono proiettata nettamente sulla parete la propria ombra.

Sottoterra, in metropolitana, immersi in una fitta nebbia i passanti possono orientarsi grazie ai paletti delimitatori (tipici delle autostrade) sui lati del corridoio.

Una porzione di un muro pieno di scritte, firme e graffiti viene dipinto di bianco, come fosse un foglio.
I passanti hanno la possibilità di scrivere con dei pennarelli neri sul muro dipinto di bianco.
Per meglio comunicare la tesi, si è pensato di produrre una serie di installazioni spaziali interattive incentrate sul tema del rumore visivo.
Le installazioni vengono progettate per luoghi pubblici come strade, stazioni, piazze e palazzi così da aumentarne l’aspetto ludico/interativo.

Rumori interni
Una installazione che partendo da una immagine, sfruttando i rumori interni della fotografia digitale, crea uno spazio tridimensionale.
Lavorando sulla risoluzione dell’immagine si parte da una fotografia più nitida, che pian piano diventa meno definita, fino a quando non si vedono direttamente i pixel, sempre più grandi.
I pixel escono dall’immagine diventando cubi tridimensionali.

Rumori interni
Quattro spazi e quattro medium differenti:
Si può fare una foto del proprio volto, stamparla e attaccarla sulla parete.
Si può prendere una fotografia attaccata sul muro, fotocopiarla e riattaccare foto e fotocopia alla parte prendendo una diversa fotocopia e mandarla via fax o utilizzare la foto del proprio viso e appoggiarla sotto una telecamera in maniera da trasmetterla in uno dei televisori…

Il rumore interno viene letto attraverso la quantità di segnale emesso dal mittente che non viene ricevuta.
Il rumore esterno si riconosce nella quantità di segnali non emessi dal mittente ricevuti.

Marchio democratico della Repubblica Italiana.
L’italia è una repubblica democratica. Il marchio della Repubblica Italiana deve rappresentare tutti gli italiani, uno per volta.
Siamo abituati a vedere marchi e loghi immutabili e sempre uguali.
L’immagine non coordinata scardina le regole che hanno portato a questa statica e noiosa situazione con tre principi fondamentali e un corollario.

Copertina di 2nd sight: the end of print, David Carson.
David Carson, in profonda rottura con la Grafica prima di lui, scardina le regole che impongono rigore, struttura e ordine.
Utilizzando tutti i mezzi a disposizione produce ogni tipo di rumore per creare immagini e messaggi confusionali ma efficaci.
Attraverso internet, e grazie alla sua capacità di collegare persone provenienti da ogni parte del mondo, oggi più che mai ci è familiare il rumore culturale.
La comunicazione uno-a-molti richiede uno sforzo da parte del ricevente minore, in quanto il contesto a cui il mittente si riferisce è unico. In una comunicazione molti-a-molti, che passa attraverso internet, i contesti culturali sono molteplici.
Il rumore interno e quello esterno sono uguali, in quanto ogni messaggio compie un solo passaggio attraverso ad un mezzo:
Il segnale in entrambe i casi attraversa il mezzo una volta sola. La differenza sta nella comprensione dei contesti di ogni mittente.

Schema di comunicazione uno-a-molti.

Schema di comunicazione molti-a-molti.
M è il mittente, R il ricevente e C il connettore.
John Cage, 4′33
Un brano silenzioso della durata di quattro minuti e trentatre secondi in cui i protagonisti sono i rumori dell’ambiente: il pubblico che tossisce, l’eco del teatro in cui viene eseguito il pezzo, il brusio della gente stupita ed infine il rumore della gente che si alza e se ne va indignata dale strane idee di Cage
I rumori esterni sono i rumori dovuti alla presenza di più trasmissioni contemporanee.