March 13th, 2006


Vetrina di un negozio Apple in occasione dell’uscita di un amplificatore per iPod.
Utilizzando un rumore ben riconoscibile Apple richiama l’attenzione dei passanti e lo coinvolge, anche nello spazio, nella decifrazione del messaggio.
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March 13th, 2006

Marchio democratico della Repubblica Italiana.
L’italia è una repubblica democratica. Il marchio della Repubblica Italiana deve rappresentare tutti gli italiani, uno per volta.
Siamo abituati a vedere marchi e loghi immutabili e sempre uguali.
L’immagine non coordinata scardina le regole che hanno portato a questa statica e noiosa situazione con tre principi fondamentali e un corollario.
- Il marchio è il processo.
- I processi coinvolti nell’immagine non coordinata possono essere classificati sulla base di tre componenti: delegare, campionare, indurre in errore.
- Nel progetto dell’immagine non coordinata, il grado di coordinazione dipende dal controllo che il progettista ha sul processo.
- Corollario al 3° principio: L’immagine coordinata altro non è che un sottoinsieme dell’immagine non coordinata.
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March 12th, 2006

Copertina di 2nd sight: the end of print, David Carson.
David Carson, in profonda rottura con la Grafica prima di lui, scardina le regole che impongono rigore, struttura e ordine.
Utilizzando tutti i mezzi a disposizione produce ogni tipo di rumore per creare immagini e messaggi confusionali ma efficaci.
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March 10th, 2006
Rumori interni, rumori esterni e rumori culturali possono essere utilizzati, previsti, direzionati e sfruttati.
E’ possibile progettare il rumore di una comunicazione.
Ci sono principalmente due modi di progettare il rumore:
- creare o riprodurre rumore artificialmente (Indurre il rumore)
- usare il rumore esistente (Governare il rumore)
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March 6th, 2006
Trascizione di una intervista a Michele de Lucchi
Il rumore è il massaggio anche in architettura?
Indubbiamente è vero, indubbiamente il rumore fa comunicazione… Ma indubbiamente il rumore è trasgressivo, nel senso che al rumore solitamente si preferisce il suono, la musica, l’equilibrio la raffinatezza, l’eleganza e così via.
Il “rumore è comunicazione” equivale a dire “il rumore è musica” oppure “il rumore è architettura”.
Può andare benissimo quando è isolato è invece poco utilizzabile e poco funzionale quando è indistinguibile insieme ad altri rumori.
Il grande problema è togliersi dal rumore di fondo per rendere il rumore distinguibile.
La tendenza è quella di operare in un mondo sempre più colmo di rumori di fondo alti: il sottofondo di disturbo è sempre alto in tutto quello che facciamo ed è sempre più difficile distinguerlo.
In architettura ci si può distinguere in due modi.
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March 2nd, 2006
Rispondendo ad alcune nostre domande Jorrit Tornquist scrive:
Il colore non esiste, è una grandiosa invenzione della nostra mente, per cogliere informazioni su ciò che ci circonda e su noi stessi.
Il mondo pullula di frequenze elettromagnetiche, una minima parte dello spettro la usiamo per crearci immagini, ma una larga fascia governa il nostro bioritmo da uno stato d’animo all’altro.
La nostra percezione visiva si è evoluta, direi specializzata, per cogliere i segnali che sono necessari al la nostra sopravvivenza; il resto del campo visivo rimane rumore di fondo.
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March 1st, 2006
Il ricevente è abituare a decifrare i messaggi che riceve con il rumore del contesto.
La dissonanza tra luci ed ombre di un soggeto con quelle che dovrebbero essere coerenti con il rumore di fondo crea un illusione ottica.

Due immagini simili, ma in una c’è una gran foschia!
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March 1st, 2006
Marc Augé parla di non-luoghi definendoli, in contrapposizione ai luoghi antropologici, come luoghi non identitari, relazionari o storici.
I nonluoghi sono quelle strutture, completamente artificiali, in cui i rumori ambientali vengono anestetizzati, dove illuminazione, quantità di decibel, flussi di persone, quantità e qualità di informazioni vengono progettati nel dettaglio.
Fanno parte dei nonluoghi strutture che servono da scambio, passaggio o transito in cui il contesto culturale e sociale vengono cancellati:
- grandi centri commerciali
- catene di franchising planetarie
- areoporti
- autostrade
- eccetera
Un viaggiatore trovandosi in un areoporto orientale non troverebbe grosse differenze rispetto ad un areoporto americano. Volendo, si potrebbe ordinare lo stesso panino a Mumbai come a Londra.
Ogni cosa, nei nonluoghi, viene progettata per essere controllata e riprodotta, la stessa interfaccia con cui si pongono ai visitatori è progettata: cartelli con le indicazioni, voci registrate e persino le frasi che i dipendenti devono pronunciare.

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February 28th, 2006

Textures regolare.
Le textures comunicano forme e movimenti attraverso la variazione della rigida struttura geometrica.
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February 28th, 2006

E.H. Gombrich in L’immagine e l’occhio prova a cancellare la mostruosa curiosa pettinatura dell’infante dipinta da Velasquez.
Il risultato è un’effetto di straniamento: l’espressione del soggetto cambia completamente. In più non vedendo la pettinatura non possiamo avere indicazioni o suggerimenti sulla contestualizzazione del soggetto.

Francesco Pignatelli, Reversed Reinaissance, Ultima cena.
Cambiando alcuni elementi della comunicazione lasciando inalterato il segnale si ottiene un’effetto di spaesamento.
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