Interazione e rumori culturali

February 28th, 2006

Attraverso internet, e grazie alla sua capacità di collegare persone provenienti da ogni parte del mondo, oggi più che mai ci è familiare il rumore culturale.

La comunicazione uno-a-molti richiede uno sforzo da parte del ricevente minore, in quanto il contesto a cui il mittente si riferisce è unico. In una comunicazione molti-a-molti, che passa attraverso internet, i contesti culturali sono molteplici.

Il rumore interno e quello esterno sono uguali, in quanto ogni messaggio compie un solo passaggio attraverso ad un mezzo:

  • nel caso della comunicazione uno-a-molti il segnale viene trasmesso e ricevuto.
  • nel caso della comunicazione molti-a-molti su internet, il segnale viene trasmesso ed archiviato in un connettore, in un secondo momento qualsiasi ricevente può recuperare il messaggio dal connettore.

Il segnale in entrambe i casi attraversa il mezzo una volta sola. La differenza sta nella comprensione dei contesti di ogni mittente.
schema_freddo.gif

Schema di comunicazione uno-a-molti.

schema_caldo.gif

Schema di comunicazione molti-a-molti.

M è il mittente, R il ricevente e C il connettore.

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Medium Caldi e Medium Freddi: textures del rumore

February 27th, 2006

C’è un principio base che distingue un medium caldo come la radio o il cinema, da un medium freddo come il telefono o la TV. È caldo il medium che estende un unico senso fino a un’”alta definizione”: fino allo stato, cioè, in cui si è abbondantemente colmi di dati. Dal punto di vista visivo, una fotografia è un fattore di alta definizione“entre un cartoon comporta una bassa definizione, in quanto contiene una quantità limitata di informazioni visive. Il telefono è un medium freddo, o a bassa definizione, perché attraverso l’orecchio si riceve una scarsa quantità di informazioni, e altrettanto dicasi, ovviamente, di ogni espressione orale rientrante nel discorso in genere perché offre poco ed esige un grosso contributo da parte dell’ascoltatore. Viceversa i media caldi non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o completare; comportano perciò una limitata partecipazione, mentre i media freddi implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico È naturale quindi che un medium caldo come la radio abbia sull’utente effetti molto diversi da quelli di un medium freddo come il telefono.
[…]
Un medium caldo permette meno partecipazione di un medium freddo; una conferenza meno di un seminario, un libro meno di un dialogo. Con la stampa molte forme precedenti vennero escluse dalla vita e dall’arte e molte altre acquistarono una nuova intensità. Ma la nostra epoca è piena di casi che confermano il principio secondo il quale la forma calda esclude e la forma fredda include.

Marshall Mcluhan, Gli strumenti del comunicare.

Scondo la definizione di Mcluhan i medium caldi sono quelli che richiedono meno sforzo da parte del ricevente, mentre quelli freddi sono quelli che inducono il ricevente a un processo di ricostruzione del messaggio maggiore, cioè quelli che producono più rumore interno.

Prendiamo per buona la definizione di Mcluhan, anche se il buonsenso direbbe di definire, esattamente al contrario, i medium più coinvolgenti come caldi.

Textures del rumore

Di ogni rumore si può riconoscere una grana, una texture. Esistono texture grossolane o molto fini.

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Rumori interni 3

February 24th, 2006

notte

Bruno Munari, Nella notte buia.

La notte nel libro di Munari viene rappresentata attraverso un foglio nero. Il foglio è opaco e riproduce alla perfezione la sensazione del denso buio della notte.

Il rumore interno di ogni medium può essere utilizzato per comunicare altro.

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Rumori interni 2: Pop Art

February 22nd, 2006

Roy Lichtentsein

Il confronto tra un dipinto di Roy Lichtenstein (sulla destra) e l’immagine originale da cui Lichtenstein ha preso spunto. [ via Deconstructing Lichtenstein ]

Lichtenstein utilizza la retinatura tipica della stampa degli albi a fumetti esasperandola e crando un gigante effetto cartoon.

In generale il lavoro degli artisti della Pop Art consiste nell’esasperare i rumori della comunicazione publicitaria facendoli diventare forma d’arte indipendentemente dal messaggio trasmesso. Nel suo complesso la Pop Art costituisce una sorta di fotografia dei rumori che identificano la comunicazione del periodo che va dagli anni sessanta agli anni ottanta

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Rumori esterni 2

February 20th, 2006

John Cage, 4′33

Un brano silenzioso della durata di quattro minuti e trentatre secondi in cui i protagonisti sono i rumori dell’ambiente: il pubblico che tossisce, l’eco del teatro in cui viene eseguito il pezzo, il brusio della gente stupita ed infine il rumore della gente che si alza e se ne va indignata dale strane idee di Cage

I rumori esterni sono i rumori dovuti alla presenza di più trasmissioni contemporanee.

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Rumori Esterni 1

February 20th, 2006

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Codifica e decodifica 1: rumori interni

February 18th, 2006

Ogni messaggio richiede alcune fase di codifica e decodifica, una per ciascun mezzo che deve attraversare la trasmissione, sia esso digitale o analogico.

L’intenzione comunicativa viene trasformata in segnale e trasmessa con dei medium che possono essere mezzi primordiali, come la parola, il gesto o medium tecnologici come fax, computer, stampa a caratteri tipografici, televisione, telegrafo, litografia, fotocopie e quant’altro.

Durante una comunicazione un messaggio può dover passare per diversi mezzi e dover passare per più fasi di codifica e decodifica.

Una semplice foto per essere pubblicata su internet deve seguire il seguente processo (semplificato):

Schema foto

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Strumenti ed effetti 2

February 16th, 2006

Un messaggio sonoro registrato attraverso vecchie apparecchiature e poi riprodotto attraverso un disco di vinile è ricco di rumore.

Il fruscio del disco aggiunge colore calore al segnale.

Il messaggio che ne risulta è più coinvolgente, viene riconosciuto come più reale e vicino all’ascoltatore.


F.T.Marinetti - Definizione di futurismo [un breve estratto da una registrazione del 1912]

Strumenti ed effetti 1

February 16th, 2006

pennarelli

Utilizzando strumenti differenti otteniamo risultati differenti.

Cinque diversi pennarelli neri utilizzati sul medesimo supporto produrranno cinque tratti differenti.

Tratti
La differenza di rumore tra i diversi tratti ne influenza in qualche modo l’efficacia comunicativa.

Se da un lato leggo sempre un tratto nero dall’altro do significati differenti a ciascun tratto.

The noise is even more the message massage

February 8th, 2006

Tomate ha scritto >>

[…]
JOHN CAGE, il compositore che utilizzava e postulava l’ALEA come strumento compositivo (%importante definire il rapporto tra il RUMORE e l’ALEATORIETA’%) ha scritto un pezzo per apparecchi radio sintonizzati contemporaneamente su frequenze casuali (di cui Pietro ha ancora una esecuzione su un CD che gli prestai tempo fa…)
[…]

Un’errore di battitura, un rumore, uno sbaglio…

Semplicemente Tomate è abituato ad usare un linguaggio di programmazione, Latex nel caso specifico, in cui i testi delimitati dai simboli di percentuale sono commenti al testo vero e proprio.

Elementare Watson…!